Cosa Vedere

Spiagge

Felciaio
Accanto alla lunga spiaggia del Lido, c’è questo gioiellino che si apre alla vista dopo aver percorso un breve ma panoramico sentiero nella macchia mediterranea. Inserita in un paesaggio ancora integro, questa meravigliosa caletta con il fondo di sabbia e ghiaia è apprezzata per la quiete che la contraddistingue. Raccolta e protetta, Felciaio è frequentata molto anche fuori stagione.

Norsi
Spiaggia particolarmente affascinante per la sabbia nera che la costituisce e per la costa che la circonda. A rendere ancora più suggestivo il tutto, la trasparenza dell’acqua che riflette il verde brillante della vegetazione. Ha una parvenza di spiaggia naturale e a tratti selvaggia: ampie parti di spiaggia libera consentono di viverla dall’alba al tramonto. La zona centrale è attrezzata, lettini ombrelloni e bar la rendono una spiaggia completa. Un parcheggio nelle vicinanze completa il tutto

Lido
Facilmente accessibile dalla provinciale che collega Portoferraio a Porto Azzurro, anche nei periodi di massima affluenza, 1’arenile sabbioso è ben organizzato sotto il profilo della ricezione turistica e dei servizi di ristorazione. E’ una delle spiagge più lunghe dell’isola, molto amata da surfisti, da chi fa sup, foil e tutti gli sport acquatici, ma anche dalle famiglie con bambini proprio per la sua sabbia fine e dorata. E’ attrezzata con numerosi bagni, ristoranti e parcheggi. Raggiungibile con il MareBus.

Madonna delle Grazie
La spiaggia dei ‘paesani’: posizionata  proprio sotto il paese, può essere raggiunta anche da un sentiero che si snoda in una pineta, a piedi o sulle due ruote. Piccolissima nelle dimensioni, è vicina al Santuario della Madonna delle Grazie, che merita sicuramente una visita

Barabarca
Incastonata nella vegetazione tipica dell’Elba, Barabarca dà l’impressione di tuffarsi nel verde, in un contesto quasi isolato dal resto del territorio. E’ una baia che ha mantenuto un aspetto selvaggio pur offrendo ai visitatori dei servizi. Parcheggio nelle vicinanze.

Zuccale
Splendida insenatura avvolta dalla di macchia mediterranea che rende indimenticabile bagnarsi nelle sue acque, dove il profumo della salsedine si mescola alle essenze dell’isola. Una scalinata la rende meno accessibile, ma la vista delle sue acque basse e limpide, ripagano lo sforzo.

Innamorata
Ultimo fazzoletto di costa libero prima dell’inizio del compendio minerario demaniale, questa splendida cala è assai frequentata per la limpidezza dei fondali, soprattutto in prossimità delle isole Gemini, alle quali è possibile accedere anche semplicemente a nuoto. Deve il nome alla leggenda dell’Innamorata che racconta la storia d’amore tra Maria e Lorenzo, rapito dai pirati. Ogni 14 luglio, su queste rive, viene festeggiata con una rievocazione storica molto suggestiva, con corteo storico, candele che illuminano il mare e la disfida della ‘ciarpa’. Raggiungibile con il MareBus.

Pareti
Di fronte l’impalpabile profilo della Corsica, alle spalle il monte Calamita, Pareti gode di un suggestivo panorama su Capo di Stella e sulla costa sud-occidentale dell’Isola. Ai suoi tempi, questa spiaggia costituiva la base logistica dell’apneista Jacques Mayol. Oggi viene scelta, non a caso, per essere lo scenario naturale per gare importanti di triathlon. Ideale per snorkeling e attività subacquea. Raggiungibile con il MareBus.

Morcone
Lussureggiante baia lambita da un mare verde e trasparente, spettacolare per le immersioni. L’arenile, costituito da sabbia e piccoli ciottoli, si apre su un ampio orizzonte dove il sole al tramonto offre uno spettacolo davvero unico. Facilmente raggiungibile, ben servita da parcheggi. Raggiungibile con il MareBus.

Cannello
Si trova nel cuore della miniera di Calamita, luogo identitario della comunità capoliverese. Si raggiunge a piedi o in mountain bike, o via mare. Scendendo dal sentiero si può ammirare l’archeologia industriale risalente al periodo estrattivo del ferro, ruspe e mezzi meccanici fermi, abbandonati dalla chiusura dell’attività estrattiva. La spiaggia è scura e selvaggia, il ferro è il protagonista. Non è attrezzata, molto selvaggia.

Remaiolo
Spiaggia incantevole e tranquilla nel versante sud dell’Elba all’interno di una tenuta privata. È dotata di tutti i comfort , attrezzata di ogni tipo di servizio compreso il ristorante, è ideale per fare snorkeling. Da qui si riesce a raggiungere facilmente a nuoto la vicina spiaggia di Ventrangoli dai fondali cristallini, una tappa immancabile per chi ama il mare  e vuole viverlo appieno.

Stagnone
Un gruppo di rocce basse formano una piscina naturale, dalla quale ha origine il nome. In mezzo si aprono due piccole cale sabbiose che presentano un ambiente naturale splendido e incontaminato. La difficoltà d’accesso la rende luogo ideale per chi cerca tranquillità nella natura. Stagnone si può infatti raggiungere a piedi, in mtb o via mare. Rimane all’interno di una tenuta privata e questo la rende ancora più esclusiva.

Calanova
Si presenta agli occhi del turista come una caletta incastonata da una costa dove piante di sughere e pini arrivano fino alla spiaggia. Sono presenti numerosi servizi : bar, ristorante, parcheggio, noleggio ombrelloni e lettini. Particolarmente amata da chi ha una barca o natante: è presente anche un piccolo molo che consente l’attracco delle imbarcazioni e l’approdo a riva.

Malpasso
Si dice che il nome di questa spiaggia derivi dalla difficoltà per raggiungerla e proprio per tale motivo non è mai eccessivamente frequentata. E’ una piccola oasi, lunga circa 110 metri, circondata da una ricca vegetazione e composta da sabbia mista a piccola ghiaia. Sulla strada Straccoligno-Calanova all’altezza di un punto panoramico parte un sentiero sconnesso e in forte pendenza in mezzo alla macchia che conduce appunto a Malpasso e alla adiacente Ferrato : l’occasione per una passeggiata con tuffo in mare o per scattare belle foto.

Ferrato
Deve il nome nome all’intensa attività metallurgica che nel periodo romano veniva svolta nella zona, è infatti possibile rinvenire sulla spiaggia le scorie di fusione del ferro, che hanno un aspetto scuro, compatto e spugnoso. Anche se è priva di servizi è frequentata da famiglie con bambini e dai turisti con il cane a seguito che amano un ambiente più selvaggio. Il basso fondale e la folta vegetazione circostante ne fanno un luogo ideale per rilassarsi. Si raggiunge dal sentiero che dalla strada Straccoligno-Calanova porta anche a Malpasso.

Naregno
Fu una delle prime spiagge ad organizzarsi per accogliere al meglio il turismo che iniziava ad incalzare agli inizi degli anni Sessanta. La spiaggia di Naregno si estende in una lunga insenatura di sabbia dominata a destra dalla suggestiva struttura a stella del Forte Focardo, eretto alla metà del 1600 dal viceré di Napoli. Particolarmente affascinante la strada costiera di accesso, dalla quale si ammirano la baia di Mola e Porto Azzurro. Raggiungibile con il MareBus.

Straccoligno
Inserita nel verde, tra la punta di Capo Perla e Liscolino, questa splendida spiaggia di sabbia è dotata di servizi e ben organizzata sotto il profilo dell’accoglienza turistica. Non troppo frequentata, meta ideale anche in piena stagione. Raggiungibile con il MareBus.

Mola
E’ luogo di interesse quale zona umida di particolare rilevanza: accoglie specie ornitiche che vi vivono e nidificano, rappresenta un habitat di interesse comunitario e regionale importante per la conservazione della biodiversità. Nella baia, è possibile ormeggiare piccoli natanti.

Capo Perla
Dietro alla verdeggiante Punta di Capo Perla, si trova un’affascinante caletta immersa nella macchia mediterranea dominata dal Forte Focardo, antica fortezza spagnola e faro per i naviganti. Un sentiero e una scalinata conducono a questa baia che epr le sue caratteristiche è un vero e proprio angolo di paradiso. Pochi posti per le auto rendono questa spiaggia poco frequentata e comunque da no perdere, per chi desidera scoprire il lato più autentico dell’isola.

Lacona
Con il suo chilometro di estensione di sabbia finissima e bianca, l’ampio arenile di Lacona è secondo soltanto a Marina di Campo. L’Ambiente è unico in quanto conserva i resti delle Dune dell’Elba, dove tra specie di rara bellezza sopravvivono il papavero giallo e il giglio marino delle sabbie. Molto attrezzata, ideale per i bambini,  accoglie anche i numerosi campeggiatori che prediligono questa parte di isola per le loro vacanze, dove alla bellezza della natura si accompagnano numerosi e efficienti servizi. Raggiungibile con Marebus con 4 fermate: Circolino, Bivio Caubbio, Viale dei Golfi e Moletto.

Laconella
La spiaggia di Laconella è un luogo meno frequentato della grande spiaggia di Lacona, ideale per chi  desidera posti tranquilli e una natura pressoché incontaminata. Raggiungibile a piedi con un breve tratto di strada sterrata, è il punto perfetto dove immergersi per fare snorkeling e ammirare i numerosi pesci del nostro mare.

Margidore
Di sabbia mista a ciottoli levigati dal mare, gode di una certa tranquillità e offre la possibilità di un facile alaggio per natanti di piccole dimensioni. A Margidore esiste infatti un campo Boe per circa 84 posti: Per effettuare una prenotazione e/o chiedere informazioni sulle disponibilità di posti barca nel campo boe di Margidore inviare una e-mail all’indirizzo margidore.caput@gmail.com

Acquarilli
Raggiungibile con un sentiero ripido ma suggestivo da non affrontare con leggerezza. E’una caletta di sabbia scura e ciottoli neri, famosa per le sue acque cristalline e i fondali ricchi di vita. Soprattutto è nota per essere la prima spiaggia naturista (FKK) dell’isola.

Siti di interesse

Santuario della Madonna delle Grazie

Nel Santuario della Madonna delle Grazie, edificato nel XVI secolo, si trova un “olio su tavola” di piccole dimensioni (cm 45×56) al centro dell’Altare maggiore, detto della “Madonna del Silenzio”, di Marcello Venusti e copia dell’opera di Michelangelo. Il nome deriva dal gesto del piccolo san Giovanni Battista che mette l’indice della mano sinistra sulla bocca, ad indicare che bisogna fare silenzio per non svegliare il Bambino Gesù. Il quadro, opera dell’allievo prediletto di Michelangelo assieme a Sebastiano del Piombo, fu dato in forma di bozzetto dal Maestro ai suoi scolari (appartenenti alla bottega) perché ne traessero ispirazione per pitture finite in ogni particolare. Il Santuario, arricchito successivamente dagli affreschi di Eugenio Allori, è stato custodito fino al secolo scorso da romiti (eremiti) che vestivano l’abito sacro. Nel 1792, alcuni monaci francesi profughi dalla Francia rivoluzionaria furono ospitati nell’annesso romitorio e vollero costruire, come testimonianza della loro presenza e come segno di ringraziamento per l’accoglienza ricevuta, la strada che dal Santuario sale fino al paese. Un mecenate tedesco, il signor Gustav Blankenagel di Kòln, negli anni Sessanta, fece restaurare le fondamenta perimetrali, fece intonacare tutte le mura esterne ed infine volle che tutto il Santuario fosse decorato da Egidio Scotto. Durante quei lavori di restauro, l’Altare maggiore, liberato dalle stuccature barocche che si stavano deteriorando, ha recato la lieta sorpresa della ricomparsa di un altare in pietra d’epoca medievale, segno di una preesistente struttura religiosa.

Forte Focardo

Verso la fine del XVII secolo, il vicereame di Napoli in accordo col Regno di Spagna, memore dell’assedio vincente da parte dell’armata navale e terrestre francese, comandata dal De Nouailles, mise mano alla edificazione di un baluardo difensivo sul promontorio, che da quel momento prese il nome di Capo Focardo. Esso fu rapidamente costruito per evitare ogni ulteriore pericolo, costituito da eventuali flotte da guerra nemiche che, al riparo dell’ insenatura, potessero bombardare la fortezza di San Giacomo di Longone, porto strategico nel sistema difensivo dello Stato dei Presidi. I due grandi assedi della metà del XVII secolo e le battaglie combattute sotto le mura della fortezza di Longone, diedero insegnamento e valido motivo agli Italo-spagnoli per la costruzione di un contrafforte dal quale fosse possibile bloccare, col tiro incrociato dei cannoni, qualsiasi tentativo di forzare l’insenatura di Longone e Mola. Forte Focardo prese il nome dal suo costruttore, come recita l’iscrizione, in lingua spagnola, inserita nel portale interno: “Nell’anno 1678, regnando la maestà dell’invitto Carlo, Re delle Spagne, l’eccellentissimo Don Ferdinando Foxardo (…), ordinò di principiare questo forte, essendo Governatore della Piazza di Longone per Sua Maestà”.

Chiesa della Madonna della Neve

Su una piccola altura, dietro la vasta insenatura di Lacona, alle spalle di una vallata circondata da colline boschive, si trova la chiesetta detta della Madonna della Neve. Essa fu fondata da alcuni discepoli di San Giovanni Gualberto, provenienti dall’Arcipelago toscano e dipendenti dall’Abbazia di Vallombrosa. Sorta sulle fondamenta di un preesistente edificio religioso più antico, essa fu edificata, così come oggi la si può vedere, nel XVI secolo e questa datazione è confortata da una relazione del giugno 1817. Un’altra versione della sua fondazione dice che questo luogo di culto sia stata costruito dagli stessi abitanti di Capoliveri per custodirvi e venerarvi una immagine della Madonna di Lacona, attualmente ricordata come Madonna della Neve. Nei primi dell’Ottocento era ancora abitata da un eremita, Giuseppe Tosi, che godeva di un fabbricato composto di cucina, di due piccole stanze, di due cantine, con due tini e cinque botti, di una vigna di circa tre saccate e di due saccate (misurazione del terreno di epoca lorenese) di terreno seminato a grano.

Chiesa Plebania di San Michele

Costruita nel XII secolo su un preesistente edificio sacro d’epoca longobarda, la Pieve di San Michele, in puro stile romanico-pisano come altre plebanie elbane del periodo della dominazione di Pisa, fu ricordata nelle cronache ecclesiastiche come la chiesa elbana più importante e dalla rendita patrimoniale più ricca dell’isola. Da questo tempio il Papa, di ritorno dalla cattività avignonese (periodo in cui il Pontificato ebbe sede ad Avignone), costretto da una tempesta in mare aperto a sostare all’isola d’Elba, impartì la sua benedizione alle popolazioni elbane qua raccolte. Nella prima metà del XVI secolo, la chiesa fu completamente distrutta, esclusa l’abside, dalle truppe turco-barbaresche del Barbarossa. Mai più ricostruita nella sua interezza, fu successivamente utilizzata come Camposanto della Comunità di Capoliveri, fino alle leggi napoleoniche che proibirono l’inumazione nelle chiese.

MINIERE DI CALAMITA

Un viaggio unico al centro della terra, con gallerie sotto il livello del mare tutte da esplorare e panorami unici che raccontano tutta la storia industriale e mineraria del territorio. Un vero gioiello di archeologia industriale ancora intatto dove l’energia della terra è magica e magnetica.
Le miniere di Capoliveri si trovano nel cuore del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, sul Monte Calamita, che prende Per secoli le miniere sono state la più grande fonte di lavoro per le popolazioni elbane, soprattutto per Rio Marina, Rio Elba e Capoliveri. Dopo oltre 3000 anni di sfruttamento, nel 1981 l’attività produttiva è stata sospesa, nonostante i giacimenti non siano esauriti. Per anni hanno rappresentato la più importante fonte di sostentamento della popolazione, oggi ne ricorda l’identità e tramanda il passato che rimane nel carattere temprato e tenace che ha caratterizzato la vita dei minatori. Per scoprire l’affascinante e antica storia del ferro e ripercorrere il faticoso lavoro dei cavatori è possibile effettuare una visita guidata alle miniera del Ginevro e Calamita, e al Museo della Vecchia Officina. https://www.minieredicalamita.it/  Le Miniere del Ginevro: Unica miniera sotterranea dell’Isola d’Elba, nel giacimento di Magnetite più grande d’Europa, è il luogo che racchiude in se stesso la storia più recente della miniera di Capoliveri e delle sue conquiste tecnologiche.
Nel corso dei primi anni del ‘900, le indagini sul territorio confermano la presenza di “lenti” di Magnetite molto compatta, il miglior minerale per la siderurgia, un ossido che in media contiene la più alta percentuale di ferro rispetto agli altri minerali elbani. I lavori a cielo aperto cominciano intorno agli anni trenta ma i minatori scavano brevi tratti di gallerie ad 81, 54, 30 e 6 mt sopra il livello del mare, per esplorare la grandezza e la ricchezza del giacimento scoprendo che questo incredibile deposito si estende anche sotto il livello del mare. La Miniera del Vallone: Il cantiere Vallone è il più grande ed antico di Capoliveri. Il Vallone è il cantiere a cielo aperto della Miniera di Capoliveri, porta i segni di un lavoro millenario, come le rughe nei volti dei cavatori che, finita la fatica, contemplano il mare. Le tracce rimaste appartengono al passato più recente, i macchinari rimasti hanno lavorato fino al 1981, anno di chiusura per tutte le miniere elbane.Lo sfruttamento intensivo del cantiere comincia nel XIX secolo e dai primi anni del ‘900 fino al secondo dopoguerra vede l’ingresso di impianti e tecnologie sempre più avanzati, che cambiano il profilo delle montagne e della costa.

MUSEO DELLA VECCHIA OFFICINA

Raggiungibile percorrendo l’antica via dei minatori, il Museo della Vecchia Officina è allestito all’interno delle officine del Cantiere Vallone; l’esposizione di oggetti e arredi originali, antichi documenti e cartografie consente di comprendere la vita dei minatori, la storia delle miniere e del territorio. Nel Museo sono stati inoltre ricostruiti alcuni ambienti, come l’infermeria, l’officina e l’ufficio contabile, grazie al recupero e all’utilizzo di materiali originali. Il Museo è il punto di partenza di diversi percorsi trekking e visite guidate verso le miniere, le spiagge ed i sentieri del Monte Calamita. Il museo ha un piccolo book-shop, un’area attrezzata per pic-nic ed una grande area per il parcheggio. 0565 935492 | 393 9059583 | 393 8720018 info@minieredicalamita.it

MUSEO DEL MARE

Nel cuore del borgo di Capoliveri, dal 2014 si trova un museo dedicato a uno dei ritrovamenti archeologici più affascinanti del Mediterraneo: il tesoro del Polluce, parte del più ricco relitto tesorifero mai scoperto in queste acque. Un tesoro avvolto nel mistero e nel fascino della storia: il Polluce – un piroscafo a vapore partito da Napoli e diretto a Marsiglia –  affondò al largo di Capoliveri nella notte del 17 giugno 1841, in circostanze che ancora oggi non sono state completamente chiarite. Dopo oltre un secolo e mezzo, durante il quale il tesoro sembrava essere soltanto una leggenda legata al mare di Capoliveri, il relitto del Polluce viene casualmente ritrovato, saccheggiato e infine recuperato e salvaguardato dallo Stato italiano. Il Museo del Tesoro del Polluce propone durante tutto l’anno un ricco programma di attività pensato per coinvolgere visitatori di ogni età. L’obiettivo è quello di coniugare l’esperienza turistica con il ruolo del museo come piccolo ma vivace polo culturale del territorio. Tra le iniziative proposte: laboratori didattici per bambini e scolaresche, visite guidate, conferenze e le “Storie da Mare”, passeggiate nel centro storico di Capoliveri dedicate ai racconti di mare, agli usi, ai costumi e alle tradizioni locali . Il vero valore di questo tesoro non risiede però soltanto nell’oro e nelle pietre preziose esposte, ma anche negli oggetti di uso quotidiano, nell’equipaggiamento di bordo e nelle testimonianze che raccontano, in modo diretto e sorprendentemente intimo, uno spaccato della vita e della storia nel periodo del Risorgimento italiano. https://www.museodelmare-elba.it/

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

E’ un edificio di culto che si trova nella parte antica di Capoliveri, nel suo centro storico. La sua origine viene fissata intorno al 1300, grazie ad alcuni testimonianze e fonti letterarie. Un epigrafe collocata sulla parte superiore della porta ricorda il restauro del 1830 voluto da Leopoldo II. La struttura di impianto romanico, dal punto di vista architettonico si presenta di forma rettangolare con due porte di ingresso, una sacrestia,un coro e un campanile. Subì l’assalto delle truppe franco-turche di Dragut nel 1553; tale avvenimento era descritto in un’epigrafe marmorea del 1576, oggi scomparsa, che si trovava all’interno della chiesa: All’interno dell’edificio vanno notate in particolare numerose statue ottocentesche in gesso dipinto, insieme ad una tela raffigurante la Madonna del Carmine tra san Mamiliano e sant’Andrea.

CHIESA DI SAN GAETANO

La chiesa è situata in Piazza Garibaldi, nel cuore del paese. Al suo interno (sul lato destro),  è presente una stele marmorea commemorativa dedicata ai caduti delle due guerre mondiali mentre sulla parte bassa si scorge una lapide in ricordo del “sacerdos et jurecons” Jacobus Antonius. La chiesa è dedicata a San Gaetano Thiene, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini, e risale al XVII secolo. La sua architettura e l’arte sacra al suo interno rappresentano un notevole esempio del Barocco toscano.

BORGO DEGLI ARTISTI

In tutto il paese in maniera diffusa è possibile ammirare opere scultoree e installazioni di artisti capoliveresi o che hanno amato particolarmente il luogo. Ad accogliere i visitatori c’è  l’opera in ferro dell’artista Kurt Mergenthal che si staglia sul fronte del Municipio riprendendo lo stemma storico di Capoliveri: una grande àncora con un delfino avvinghiato, simbolo identitario e di fedeltà, che ricorda anche il passato minerario della comunità.
Sulla pensilina in Piazza Matteotti si trova invece l’omaggio di Miachelangelo Venturini (artista capoliverese) a Maria e Lorenzo, i due giovani la cui triste vicenda viene rievocata ogni anno il 14 luglio con la Rievocazione dell’Innamorata.
Italo Bolano, altro apprezzato e noto saartista elbano, ha realizzato l’installazione ‘Sole e luna’ visibili al belvedere in fondo a Via Roma e il murale in ceramica presso l’anfiteatro La Vantina.

ANFITEATRO LA VANTINA

Si trova nel pieno centro storico, raggiungibile dai caratteristici vicoli e chiassi. Ospita rassegne culturali, incontri letterari, piccoli concerti. La “Vantina” (Amelia Vantini) è la protagonista di una celebre leggenda locale di Capoliveri. Secondo il racconto, all’epoca dell’esilio di Napoleone all’Isola d’Elba (1814-1815), i capoliveresi si ribellarono al controllo francese e si rifiutarono di pagare le tasse. Napoleone inviò le sue truppe per punire il paese, ma la giovane Vantina riuscì a sventare l’attacco facendo desistere l’imperatore dal suo intento distruttuvo, con la sua bellezza.
La leggenda narra che la fanciulla andò a trovare l’Imperatore e, offrendogli il proprio corpo, riuscì ad ammorbidire il suo animo, ottenendo la grazia per la sua comunità.
La sua figura è molto radicata nella memoria del borgo, tanto che a Capoliveri le è stato dedicato appunto l’omonimo anfiteatro.