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Prorogata sino al 31 ottobre la mostra “Aquae”allo Spazio d’Arte di Capoliveri.

PDF Stampa Invia per E-mail Scritto da Lucia Soppelsa    Giovedì 01 Ottobre 2020

 

Grazie al grande interesse manifestato dai visitatori la mostra “Aquae” inaugurata lo scorso 12 settembre presso lo “Spazio d’Arte di Capoliveri”, adiacente al Museo del Mare, sarà prorogata sino al prossimo 31 ottobre.

L’installazione artistica che vede protagoniste le opere dell’eclettica Luisa Brandi e del maestro Luca Polesi, di cui è curatrice Angela Galli, ha incuriosito, coinvolto e avvicinato tantissimi visitatori, che hanno interagito direttamente con le opere esposte confermando quella visione simbolica e dialettica proprie dell’istallazione stessa.

Con “Aquae” – come ha spiegato la curatrice dell’esposizione Angela Galli – abbiamo voluto dare il via ad una serie di iniziative di nuova concezione, in un perfetto connubio fra arte, cultura, promozione e turismo.

L’idea - come condivisa anche dalla nuova amministrazione comunale guidata dal Sindaco Walter Montagna – è quella di associare il progetto artistico a una concezione di management culturale più ampia, in modo da ottimizzare le risorse e focalizzare il “raggio laser” del progetto su obiettivi sempre più ambiziosi.

 

L’istallazione, realizzata con la collaborazione della Società ‘Caput Liberum’ di Capoliveri, è parte integrante del museo stesso e sarà, dunque, visitabile fino al 31 ottobre nel seguente orario di apertura: 10:00/12:00 – 15:00/18:30.

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L’installazione – A. Galli

L’installazione, dal titolo Aquae, è una commistione di tre menti, un lavoro ‘complesso’ costruito appositamente in quella stanza espositiva e per quello spazio (site specific), come forma finale non esisteva prima e non esisterà dopo salvo nel ricordo fotografico dell’evento, una costruzione tridimensionale di cinque metri per sei di base e due metri e 10 cm di altezza. Un percorso labirintico che ci rimanda continuamente attraverso la finzione artistica e la percezione sinestesica a rapportarci al mare, alla sua magia, agli esseri che vi abitano, e che ci spinge a domandarci sui riferimenti semiologici e simbolici presenti nelle forme, ad esempio le sculture di Luca Polesi che da marmitte diventano megattere. Lunghi teli trasparenti sui quali sono stati bloccati dalla fotografia i fondali delle acque che circondano l’isola, dell’artista Luisa Brandi (svolazzano se nella stanza entra il vento, il mare si risveglia), velature dei fondali oltre i quali si intravedono forme di creature marine. L’installazione riporta in continuazione richiami semiologici dove il significante, il telo-icona, coincide col referente o oggetto, il fondale in questione, ma è anche altro, la rappresentazione ‘culturale’ di un processo simbolico di astrazione da e per quell’elemento acqueo, una dialettica in atto: qualcosa che si vede e non si vede, che si manifesta a volte o la cui presenza è latente…

La curatrice e artista, Angela Galli, in questo caso, vede il potenziale di unire il lavoro dei due artisti in quella forma nuova e sottesa, invisibile di un parallelepipedo, si inizia a costruire il reticolo, la matrice del contenitore-forma. Poi ecco ad un certo punto scatta la magia, il set è un workshop e le tre menti interagiscono, la nuova forma si autodetermina, l’idea diventa prevalente e si manifesta, il criterio della manifestazione è “l’estetica”, il messaggio artistico è il più ricco di informazione (Shannon).

Per informazioni “Museo del mare” telefonare ai numero fisso: 0565/935492 o Mob: 393-9059583