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Dissalatore di Mola, il Comune di Capoliveri ordina di nuovo ad Asa la sospensione e la cessazione immediata dei lavori. Il Comune “Procedure illegittime. Chiediamo una nuova conferenza dei servizi”.

PDF Stampa Invia per E-mail Scritto da Lucia Soppelsa    Mercoledì 11 Dicembre 2019

 

Sospensione e cessazione immediata dei lavori, è questo quanto ha disposto il Comune di Capoliveri con l’ordinanza n. 108 del 2019 indirizzata ad Asa in merito alla comunicazione di ripresa delle opere per la realizzazione dell’impianto di dissalazione in località Mola.

Il provvedimento, come riportato nella medesima ordinanza, è stato adottato in virtù dei numerosi profili di illegittimità che risulterebbero nel procedimento e nel progetto di realizzazione del dissalatore. Secondo il Comune di Capoliveri infatti progetto e variante dell’impianto sarebbero privi della legittima approvazione, mancando fra l’altro l’autorizzazione paesaggistica e il permesso di costruire indispensabili per la realizzazione dell’opera.



 

Ma non solo, secondo il Comune il contenzioso ancora in essere fra l’ente locale e Asa, come riportato nell’ordinanza emessa dal Consiglio di Stato, inibirebbe l’esecuzione di qualsiasi intervento fino alla stipula di un accordo di esecuzione concordato con l’amministrazione comunale, escludendo dunque la possibilità di lavori fino a raggiungimento di un accordo fra le parti, al momento non sottoscritto.

Inoltre, secondo l’amministrazione comunale, dall’esame del verbale della Conferenza dei Servizi e dai pareri inviati dagli Enti che non hanno partecipato alla Conferenza, è stato accertato che non sarebbe ancora stato preso in considerazione l’impatto che la variante urbanistica potrebbe avere sia con il piano operativo regionale di protezione civile approvato dalla Giunta, che con il piano comunale di protezione civile approvato dal Comune di Capoliveri.

L’amministrazione comunale capoliverese, sulla base di questi presupposti, con il provvedimento emesso il 10 dicembre, ha dunque, invitato l’Autorità Idrica Regionale, quale amministrazione procedente, ad assumere previa indizione di una nuova conferenza dei servizi, le necessarie determinazioni in via di autotutela concernenti l’annullamento del decreto di approvazione del progetto.