E’ stato segnalato, in data odierna dall’autorità sanitaria al Comune di Capoliveri, l’accertamento di otto casi di soggetti positivi al Covid-19, alcuni dei quali risultati ancora positivi al tampone molecolare effettuato a seguito di precedenti accertamenti.

I dati pervenuti confermano che si tratta, comunque, di casi collegati a clusters già individuati in precedenza e, quindi, di persone già poste in quarantena preventiva.

Sono stati discussi nella seduta di oggi, martedì 19 gennaio, della Consulta dei Sindaci della Gestione Associata per il Turismo, i punti all’ordine del giorno relativi alle proposte in ordine a struttura operativa Gat, Osservatorio turistico di destinazione e supporto agli eventi sportivi e culturali del territorio elbano.

I Sindaci e loro delegati hanno posto sul tavolo del confronto ipotesi per un più ampio coinvolgimento delle singole realtà territoriali al fine di creare un ufficio di promozione turistica integrata in grado di rendere il servizio più efficace ed efficiente a livello comprensoriale.

Riprenderanno lunedì 18 gennaio, con modalità in presenza, le lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado del Comune di Capoliveri.
A
comunicarlo è l'amministrazione comunale che  in questi giorni ha avviato sul territorio una serie di screening con tamponi antigenici rapidi che "Ci consentono - precisano gli amministratori - di monitorare la popolazione e di poter valutare i rischi eventualmente presenti nel nostro ambito comunale".

C’è intesa fra i Sindaci elbani sul futuro del canile/gattile comprensoriale e dell’annessa clinica veterinaria h24. Nel corso della seduta di questa mattina della Gestione Associata per il Turismo, i primi cittadini dell’isola hanno ritenuto fondamentale lavorare coesi per portare avanti la convenzione che impegna i comuni nella realizzazione della struttura comprensoriale.


"Fondamentale – ha precisato Walter Montagna, Sindaco di Capoliveri capofila della gestione associata - sarà riesaminare il progetto per valutare come intervenire, per venire incontro alle esigenze già a suo tempo espresse dalla Fondazione Bastet che si era proposta di finanziare in grossa parte l’opera, pur con le modifiche richieste, e capire se, dunque, sussistano ancora le condizioni per mantenere fede alla convenzione e poter contare sull’importante supporto della Fondazione tedesca con sede in Amburgo.